Welwitschia (Welwitschia mirabilis), pianta intera

Welwitschia

Welwitschia mirabilis

Difficile · Coltivatori esperti

Su Welwitschia

La Welwitschia è una delle piante più straordinarie della Terra: una gimnosperma fossile vivente che si trova solo nel deserto del Namib, in Namibia e nell'Angola meridionale, unica specie nella sua famiglia, ordine e genere. Produce esattamente due foglie nell'intera vita, che crescono continuamente dalla base e si dividono in strisce simili a nastri a causa del vento del Namib per secoli; gli esemplari antichi hanno 1.000–2.000 anni, il più vecchio si dice superi i 3.000. Il fusto legnoso è a forma di disco, basso al suolo, e porta grappoli di coni maschili o femminili. Charles Darwin la chiamò 'l'ornitorinco del regno vegetale'. Straordinariamente tollerante alla siccità, assorbe l'umidità della nebbia costiera e prospera con precipitazioni annuali minime. Quasi impossibile da coltivare fuori dal suo habitat, viene coltivata in collezioni specializzate come monumento vivente alla stranezza dell'evoluzione vegetale.

  • resistente alla siccità
  • a crescita lenta
  • sempreverde
  • adatto ai contenitori
LUCE
Indiretta
Luce filtrata

Come curare Welwitschia

Irrigazione

  • Primaveraogni 15 giorni
  • Estateogni 10 giorni
  • Autunnoogni 30 giorni
  • Invernoogni 30 giorni

Terriccio · Drenaggio rapido

  • Miscela principaleSabbia + pomice + terra 1:1:150%
  • DrenaggioPomice / ghiaia50%

Almeno metà materiale grossolano: questa miscela deve asciugare in fretta.

CONCIME

Concime per piante grasse 2-7-7

Con poco azoto la crescita resta compatta invece che molle e filata. Fosforo e potassio sostengono radici e fioritura.

N12%P44%K44%
  • Azoto · Foglie
  • Fosforo · Radici + Fiori
  • Potassio · Resistenza

Questa pianta ha bisogno di pochissimo concime.

Promemoria di irrigazione per Welwitschia — gratis su iPhoneScarica dall'App Store

A colpo d'occhio

  • OriginariaSouthern Africa
  • Altezza1–2 ft (0.3–0.6 m)
  • Larghezza2–5 ft (0.6–1.5 m)
  • Colore del fogliameverde
  • Terrenoben drenato, sabbioso
  • PosizioniGiardino · Balcone

Profumo

NESSUNA FRAGRANZA

Nessuna fragranza; le strutture riproduttive sono coni, non fiori.

Tossicità

Non risultano segnalazioni di tossicità per questa pianta. Meglio comunque evitare che gli animali mastichino le piante.

Informazioni educative, non un parere medico o veterinario. In caso di sospetta esposizione, contatta un medico o un veterinario.

DISTRIBUZIONE

Welwitschia · Originaria
  • Originaria
  • Southern Africa

Storia

Scena storica illustrata per Welwitschia

Il 3 settembre 1859, il medico e collezionista botanico austriaco Friedrich Welwitsch stava attraversando il deserto costiero dell'Angola vicino a Benguela quando incontrò qualcosa che lo fermò sul posto. Crescendo sulla pianura di ghiaia rossa, bassa e allargata, con due enormi foglie a striscia sfrangiate che si aprivano da un centro legnoso, c'era una pianta che non riusciva a classificare in nulla di conosciuto. Aveva passato decenni a collezionare in Africa e Portogallo, aveva descritto centinaia di nuove specie, ma questa era diversa da qualsiasi cosa avesse mai visto. Per sua stessa ammissione, poté solo inginocchiarsi accanto a lei e fissarla.

Welwitsch raccolse esemplari e li inviò a Joseph Dalton Hooker ai Royal Botanic Gardens di Kew. Hooker, uno dei grandi botanici vittoriani, la descrisse nel 1862 e la chiamò in onore di Welwitsch. Il suo giudizio: 'La considero la pianta più meravigliosa mai portata in questo paese, e nessuna descrizione potrà darvi un'idea di essa, a meno che non la guardiate come uno straordinario scherzo della natura.' Charles Darwin, in corrispondenza con Hooker, la chiamò 'l'ornitorinco del regno vegetale'—un organismo così isolato tassonomicamente da sembrare arrivato da una linea evolutiva completamente diversa.

Le relazioni della Welwitschia hanno richiesto un secolo di dibattito botanico per essere stabilite. È una gimnosperma—una pianta che produce coni, imparentata con conifere e cicadi, non con le piante da fiore—che occupa il proprio ordine, Welwitschiales. Le due foglie che produce alla germinazione crescono continuamente dal tessuto meristematico alla base per l'intera vita della pianta: un singolo esemplare del Namib può portare tessuto fogliare vecchio di duemila anni, diviso e sfrangiato dai venti del Namib ma ancora fotosintetizzante alla base in crescita. La datazione al radiocarbonio di esemplari del Namib ha confermato vite superiori a 1.500 anni, con stime di alcune chiome che raggiungono i 3.000 anni.

Simbolismo e significato

Cosa simboleggia

Una Welwitschia che cresce oggi nel Namib era una piantina durante l'Impero Romano. Le foglie con cui sta fotosintetizzando in questo momento hanno iniziato a crescere prima dell'Impero Mongolo. Ha superato ogni impero, religione, lingua e civiltà sviluppatasi dalla sua germinazione. Lo fa con due foglie.

  • persistenza radicale — Due foglie dalla germinazione alla morte, che crescono per duemila anni in uno degli ambienti più ostili della Terra—Welwitschia è la definizione di resistenza con i mezzi più minimi possibili.
  • sopravvivere immutata — Mentre il mondo intorno a lei si trasformava per milioni di anni, la Welwitschia è rimasta quasi immutata—un argomento vivente che la forma vitale più semplice può sopravvivere a tutto ciò che è più complesso.

Da dove viene il nome

Welwitschia onora Friedrich Welwitsch (1806–1872), il medico e collezionista botanico austriaco che scoprì la pianta in Angola nel 1859 e inviò esemplari ai Kew Gardens. Il nome specifico mirabilis è latino per 'meraviglioso' o 'straordinario'—scelto dal botanico Joseph Dalton Hooker quando la descrisse nel 1862, riflettendo il suo stupore per la pianta. Tree Tumbo è il nome tradizionale del popolo Herero della Namibia.

Usi e curiosità

  • Fossile vivente coltivato come pianta da esemplare in collezioni di succulente e giardini botanici; essenzialmente impossibile da coltivare fuori dal suo habitat del deserto del Namib ma apprezzato come curiosità botanica
  • Nel deserto del Namib, i grappoli di coni sono visitati da insetti specializzati; la pianta fornisce struttura in un ecosistema desertico altrimenti quasi sterile.

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Piante con cure simili

Domande frequenti

Ogni quanto devo annaffiare Welwitschia?

In estate annaffia circa ogni 10 giorni; in inverno circa ogni 30 giorni. Regola in base a caldo, vaso e drenaggio.

Quanta luce serve a Welwitschia?

Indiretta: Luce filtrata. Osserva le foglie — bruciature o filatura indicano che la luce va regolata.

Welwitschia è tossica per gatti o cani?

Non risultano segnalazioni di tossicità per questa pianta. Meglio comunque evitare che gli animali mastichino le piante. Informazioni educative, non un parere medico o veterinario. In caso di sospetta esposizione, contatta un medico o un veterinario.

È facile coltivare Welwitschia?

È considerata impegnativa e premia i coltivatori esperti.

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